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venerdì 21 novembre 2008

La ricerca nell'autoproduzione musicale svolta nell'ambito del progetto Musinet nei quattro paesi del partenariato

Il testo completo relativo alla sintesi sulla ricerca nell'autoproduzione musicale in Italia, Belgio, Spagna e Regno Unito può essere scaricato nella pagina documenti >>>

Le ricerche effettuate nell’ambito del progetto Musinet nei territori spagnoli, belga, italiano e britannico mostrano un articolato panorama industriale e amatoriale relativo alla musica in rete, all'autoproduzione e ai suoi aspetti legali, etici e professionali.

La ricerca spagnola evidenzia quello che del mercato spagnolo si conosceva a grandi linee: un mercato in forte espansione, molto vivace e dinamico. La rete è vissuta in maniera istituzionalizzata da parte dei milioni che costituiscono il bacino d’utenza dei grandi portali. Ma proprio questa grande dinamicità crea il problema dell’uso illegale della rete: come in Italia, il problema della vendita illegale dei cd masterizzati lungo le strade sta creando grandi disagi e forti danni economici alle industria discografiche, che perdono profitti e non hanno quindi risorse da reinvestire. Il discorso, se spostato alla rete, diventa quasi il medesimo: dalle inchieste effettuate nelle università spagnole emerge il dato allarmante di un quasi naturale uso della rete per procurarsi la musica, sottovalutando per disattenzione o ignoranza il tema del diritto d’autore e della proprietà intellettuale. E’ un problema anche etico, sottolinea la ricerca.

   
 
 
E’ in qualche modo la ripetizione del dibattito molto forte che ha scosso gli Stati Uniti tra il 2000 e il 2001 con il successo esplosivo di Napster, che ha poi portato alla sua chiusura da parte di un tribunale californiano. Anche in Spagna la repressione è comunque molto forte ed allinea quel paese alla Francia e alla Gran Bretagna, paesi che in Europa stanno difendendo con più energia il diritto alla remunerazione della proprietà intellettuale
   

Il mercato belga sembra, tra i quattro analizzati, il più rigido. Le grandi istituzioni non sono ancora consapevoli del ruolo che potrebbero svolgere in rete, e del ruolo che la rete ha presso le nuove generazioni, in particolare con la connessione alla musica e al suo processo creativo e fruitivo. La ricerca evidenzia una certa distanza tra il mondo accademico e quello delle comunità di nuovi musicisti, con una serie di osservazioni, puntualmente rilevate dalla ricerca, che puntano il dito su un aspetto decisivo: la musica elettronica e la rete non fanno ancora parte dei programmi culturali delle istituzioni belghe, anche di quelle connesse alle istituzioni europee.
Scarica qui la sintesi della ricerca belga in lingua italiana [.zip (8 kB)]

Il Regno Unito ha una lunga tradizione nell’autoproduzione musicale. Sin dagli anni Ottanta, la scena musicale di questo paese ha avuto un influente ruolo nel determinare le nuove correnti creative e professionali nel settore della musica, nell’ambito dell’uso creativo della tecnologia e dei software per la composizione e per la registrazione dei dischi. Ed essendo il mercato britannico molto influente, al pari di quello USA, nel resto del mondo, ha di conseguenza creato un modello per altri musicisti di altri mercati e paesi.

Le etichette musicali on line (ossia accessibili mediante un sito in internet) sono, secondo il database di Virgilio.it, (allegato alla ricerca italiana) più di 300. Una minima parte sono etichette filiazioni delle majors, le altre sono indipendenti. Un mercato in apparenza quindi decisamente nuovo, reattivo, attento alle opzioni della Rete. Ma non è esattamente così. Il mercato italiano rischia di contrarsi ulteriormente rispetto agli ultimi disastrosi 3 anni, che ha condiviso comunque con il resto del mondo occidentale, dove l’industria discografica tradizionale è ovunque in crisi, benchè secondo valori numerici diversi.

 

 

 

 

 

L’uso illegale della rete in ambito musicale è ben noto: dopo il processo e la chiusura di Napster, altri software basati sulla tecnologia peer-to-peer hanno creato circuiti giganteschi alternativi e quasi inviolabili dall’esterno, perché fluidi e aleatori, non gestiti da server centrali localizzabili.

Dalla ricerca internazionale di Musinet emerge che nei quattro paesi partner il pubblico utilizza prevalentemente la rete per procurarsi musica gratis

 


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Il Progetto Musinet

Gli Obiettivi e le Fasi di Musinet


 
EYA Studios - Istituto "D. Scano" - Caglari
 

 

IN QUESTA SEZIONE:

La sintesi della ricerca nelle lingue dei paesi partners scaricabili in formato compresso .zip

I documenti dei partner relativi all'autoproduzione

Documenti e siti in rete informativi e progettuali

 


 
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